COSMOPOLI: LA CITTÀ IDEALE Sguardi contemporanei sulle architetture della Portoferraio medicea

di Angela Galli anno 2019

Elba sconosciuta

COSMOPOLI: LA CITTÀ IDEALE Sguardi contemporanei sulle architetture della Portoferraio medicea

COSMOPOLI: LA CITTÀ IDEALE Sguardi contemporanei sulle architetture della Portoferraio medicea” degli artisti Marcello D’Arco e Andrea Lunghi. Artista ospite con l’installazione “OPERA”, Francesca Groppelli. La mostra ha avuto inizio con l’inaugurazione del 15 maggio 2019, nel contesto delle celebrazioni per il Cinquecentesimo Anniversario della nascita di Cosimo I de’ Medici, “Cosimo 500°”, grazie all’Assessorato alla Cultura del Comune di Portoferraio, insieme ad Angela Galli dell’Associazione Culturale Persephone, all’Associazione Albergatori Isola d’Elba, alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Pisa e Livorno. La sede della mostra la Torre del Martello alla Linguella a Portoferraio.
Abbiamo un Patrimonio Culturale di rilievo, la città fortificata di Portoferraio, fondata per volere del Duca Cosimo I nel 1548 e costruita secondo arcani dettami neoplatonici. Abbiamo due artisti, entrambi del territorio, uno Marcello D’Arco pittore di Portoferraio e l’altro, Andrea Lunghi, fotografo di Rio Elba. Due generazioni diverse, eppure, i loro lavori artistici ispirati dalle possenti fortezze della città rinascimentale di Cosimo dialogano perfettamente tra loro. La storica dell’Arte, Susanna Ragionieri, nel suo testo di introduzione al catalogo rende molto bene tale aspetto:

Non credo sia un caso se tracce di queste lontane esperienze si avvertono riaffiorare nelle opere qui riunite di Marcello d’Arco e Andrea Lunghi: due artisti elbani di differenti generazioni, attratti entrambi dall'immagine della città di Cosimo tanto da dedicarle numerosi lavori. La loro ricerca, diversa eppure complementare, racconta quanto la vitalità di una forma-pensiero possa divenire sorgente inesauribile per interpretazioni e nuove espressioni da parte degli artisti.
Marcello d’Arco, formatosi fra anni Cinquanta e Sessanta sul filo della suggestione della pittura di Paul Klee e del neocubismo picassiano, ma attento anche ad artisti di area informale come Afro, Nicolas De Stäel e Alberto Burri, affronta l'immagine della città per via di sintesi analogica. Con una sapiente operazione di estrazione-astrazione da ogni scoria aneddotica, costruisce una forma che sembra riprodursi per gemmazione minerale, e la osserva spesso dall'alto, isolandola e proiettandola su rossi materici o azzurri distesi e vibranti. <…> In dialogo con le opere di Marcello d’Arco sono gli scatti minimalisti e contemplativi di Andrea Lunghi, eseguiti a Forte Falcone, nel corso di un'unica sessione nell'estate del 2009, con l'idea di dare forma visibile al silenzio, la mente attraversata da ricordi di de Chirico e Morandi: «A volte mi capita di ritrovarmi in un'altra epoca, quando il senso dell'equilibrio e della misura erano salvi. Come in un sogno lucido, rivedere le regole dell'umanità e i suoi luoghi sacri». Andrea appartiene a una generazione nuovamente attratta dalla ricerca di una bellezza trascendente; il suo sguardo lento, intenso, non procede per frammenti, ma per particolari capaci di illuminare e condurre all'essenza del visibile.

L’artista ospite, Francesca Groppelli, presenta un’installazione dal titolo OPERA, il suo lavoro, pur non essendo direttamente ispirato dalle fortezze medicee di Portoferraio, mostra in modo più concettuale una componente strutturale del pensiero filosofico rinascimentale, i solidi platonici, nello specifico il pentadodecaedro come rappresentazione plastica dell’universo. Con la sua forma, l’artista gioca, presentandola in diverse scale di grandezza, soluzioni e colori.

Taglia